VegChef diVerso

Parole e poesia per la cucina

Io Fungo

2020-10-15 07:20:29

Dopo lungo tempo, rispunta improvviso, come fungo d'autunno, VegChef diVerso. Con un racconto di vita per un po' sospesa, una poesia e una ricetta. Buona lettura e buon appetito.

Prequel.

Cronaca di un tempo di attesa e di ascolto.

Eccolo che spunta,

Vegchef diVerso, dopo un lungo periodo di oblio.

Serve un tempo, per tutte le cose. Serve un tempo per capire, per guardarsi indietro e dire: “Chi sono? Che traccia ho lasciato sul cammino?”.

Questo tempo serve, è servito.

Per definire i ruoli, per colmare lo spazio che si stava sovrapponendo tra eteronimi. Emulo di ben maggiori figure, infatti, senza volerlo preventivamente, ma semplicemente lasciandolo accadere, mi sono trovato a interpretare varie voci:

Menestrello on demand, il poeta cantastorie, storie di vita e di ragione, storie in diretta da un essere umano, nella sua autenticità ed esclusività. Io, come tutti.

Casa la Buona Stella, la casa con orto & cucina sul Montello trevigiano che abito con mia moglie Alessia, in cui ospitiamo clienti e amici (spesso le due figure coincidono!), nel fine settimana.

VegChef diVerso, per dare espressione a un tentativo di mettere insieme le due cose: la competenza acquisita negli anni, il lavoro in cucina, assieme alla passione per le parole, i ritmi e la musicalità, la metafora.

Ultima voce nata, Cucina Relazionale: per fare spazio a una intuizione, quello che fare cucina sia essenzialmente dare, e non prendere. Che la cucina sia essenzialmente un fatto relazionale, non un semplice mescolare ingredienti. L’intuizione che  “prendere un ingrediente” come si legge nei manuali di ricette, non sia il termine che descrive esattamente il gesto. Dobbiamo “accogliere in noi un ingrediente”, aprire con lui un mondo di colori, di gusto, di consistenze, di diversa età evolutiva, di percezione, di espressione, a cui non possiamo rinunciare, se vogliamo poi esprimerci, attraverso di lui, con l'immaginazione, con creatività e con il cuore. Per fare questo dobbiamo entrare con rispetto nella natura, sforzarci di leggerla, usare rispetto.

Tutte queste voci richiedevano di essere coordinate, per non creare una dissonanza cacofonica inascoltabile!

Per cui, per un periodo, è stato necessario zittirle.

Proprio per permettermi di fermarmi ad ascoltarle, nella loro fase generativa. Per capire realmente “cosa volevano”. Per lasciare a loro lo spazio di pensiero.

Ora ognuna di esse, bisbigliando, potrà dire la sua.

Menestrello, raccontando di tutta la vita che sta al di fuori della porta della cucina, ce n’è tanta davvero.

Casa la Buona Stella, restando all’interno del grande mondo del cibo e della ristorazione, in cucina, nella casa mia e di Alessia, in cui proponiamo la nostra accoglienza, in cui organizziamo cose.

VegChef diVerso si farà sentire quando, al mattino o a fine servizio della sera, si troverà lo spazio per leggere la poesia delle cose viste, per tradurla in parole. E’ questo il caso.

Cucina Relazionale, infine, emergerà quando sarà il momento di condividere il cuore di quello che succede nel laboratorio alchemico della cucina, con l’intento di comunicarlo, di crescere ancora assieme a qualcuno.

Altre voci vorrebbero uscire e forse lo faranno (come quella del “Cammino”, così vicina al cuore). Ma ogni cosa ha un suo giusto tempo e modo. Devo anche ringraziare gli amici Leo Cascio, Tiziano Valentinuzzi, Devis Zampedri e tutti quelli a cui ho chiesto qualche suggerimento, per capire come sarebbe stato giusto orientarmi.

Intanto queste voci, non sono poche! E grazie di già a tutti coloro i quali vorranno ascoltarle.

 

Marco Boscarato

alias Menestrello on Demand

alias Casa la Buona Stella

alias VegChef diVerso

alias Cucina Relazionale

Io, Fungo

Nella nebbia leggera che il contrasto di temperatura tra giorno e notte (o il lavoro degli Esseri Elementari, che offrono la loro essenza nelle fasi di passaggio, pensatela come più vi piace), nella stagione che vede il contrarsi dell’esplosione estiva e l’annuncio del tempo del riposo, si offrono a noi i funghi.

Esseri speciali, a cavallo dei mondi animale e vegetale, sono una delle grandi famiglie di esseri presenti al mondo, senza i quali la vita sarebbe impensabile. Perché, tra le altre cose, contribuiscono efficacemente a disfarla, per lasciare spazio a quella che verrà nuova.

La loro caratteristica di saprofiti (si nutrono di materia organica) porta a questo: sono tra i più efficaci operai della natura atti a trasformare il mondo organico, quando la vita lo abbandona, per tornare a renderlo biodisponibile.

E’ meraviglioso il mondo in cui i funghi ci fanno entrare, un mondo di trasformazione e di passaggio.

Questa la poesia che ho pensato, a seguire il racconto di una ricetta.

Io Fungo

Come sia mai che con me,

escrescenza di luna

ci si avvii al copioso mistero

della mente e dell’apparenza

non so.

Semplicemente

fungo.

Forse la bruma, lì da dove giungo,

acquosa imago dell’evanescente,

forse il presente

che fugge

anche in voi uomini e in noi, grilli di pensiero,

forse il mistero

del farsi e darsi forma al nostro fare

forse. L’elenco sarebbe certo lungo:

fungo.

Non c’è verità in me, 

bensì illusione.

Sono io pura

trasformazione, portata a forma e compimento

nelle umide notti del ponente

restituendo in pochi giorni il niente

da cui improvvisamente

nasco.

Mettimi quindi oggi a condimento, in libagione,

dandomi forma umana, dandomi fuoco

proponendomi su tavola imbandita, con voi con noi,

lungo la vita a noi qui consentita:

vita di fungo, effimera, passeggera.

Presentandosi essa in noi siccome noi per voi:

Principalmente dorata, oppure un po’ più scura, o nera.

La ricetta poetica, zuppa di funghi.

Per lavorare i funghi preferisco in genere rimanere su note leggere.

I funghi sono “tanto”, è una esistenza acquosa che è densa, come è stato detto sopra, di mondo animale.

Gli abbinamenti classici sono con l’aglio e il prezzemolo, spesso si utilizza il burro per arrotondarne il gusto.

Vi suggerisco un’ottima e semplice zuppa di funghi, completamente vegetale.

Trovate dei funghi buoni, puliteli e lavateli, quindi tagliateli a piacere, a seconda dei funghi che avrete trovato. Dei buoni porcini, a fettine. Dei chiodini, facendoli prima bollire. Dei finferli, non serve. Insomma, fatevi ispirare dalla fantasia.

Saltateli in padella con aglio e sale a fuoco vivo con olio evo e uno spicchio d’aglio. Lasciate che si liberi la loro acqua. Se è poca per voi, aggiungete brodo.

Scolateli appena giunge a bollore o qualche minuto dopo. Vi serve l'acqua. Tenete l’acqua a parte, aggiungete ancora olio ai funghi e continuate la cottura.

Mettete a bollire su un pentolino l'acqua-brodo di fungo e, ancora a parte, mischiate a una bevanda vegetale (soia/avena) della farina di riso. Unite con una frusta al brodo che abbia ripreso il bollore, lasciate addensare a piacere.

Unite i funghi, prezzemolo tritato, della salsa di soia per condire con sale e pepe, forse un goccio d’aceto di mele.

Lasciatevi ispirare, sempre. Voilà, il gioco è fatto

PS la ricetta è volutamente poetica e generica, perché con questa voce, VegChef diVerso, va detta così! Lascio a voi tutto il divertimento della prova!

Eventualmente voleste maggiori dettagli, chiedete agli amici di Casa la Buona Stella, che organizzano corsi di Cucina Relazionale!!! :-D

Grazie sempre del Vostro Gusto!

VegChef diVerso

PS le foto sono mie e di Alessia Carraro, moglie, fotografa e altro ancora.